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I quartieri Don Bosco e Appio Claudio – Dalla campagna romana alla Metropoli

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Data / Ora
Date(s) - 12/09/2020
9:45 am

Luogo
PIAZZA SAN GIOVANNI BOSCO

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Nel corso degli anni architetti e urbanisti hanno espresso un giudizio poco lusinghiero nei confronti delle periferie romane, enfatizzandone le caratteristiche peggiori ed etichettandole soprattutto come quartieri dormitorio ad alta densità abitativa, insomma un “non luogo”. La “Roma nuova”, nata per necessità e poco distante da importanti vestigia archeologiche come gli acquedotti romani che oggi danno il nome all’omonimo parco, proprio dal punto di vista urbanistico e architettonico testimonia un’edilizia che in parte vive e in parte eredita concezioni e forme di stampo razionalista. La nascita del quartiere si ebbe per due fattori: la fondazione e lo sviluppo degli studi cinematografici di Cinecittà nel 1936, allora i più moderni e grandi d’Europa e in secondo luogo per la costruzione e sviluppo del complesso salesiano e della basilica di San Giovanni Bosco. I lavori iniziarono nell’immediato dopoguerra, dove la zona vide la crescita urbanistica a partire dal Quadraro lungo la via Tuscolana fino agli studi cinematografici. Così sorse nei primi anni cinquanta il quartiere intensivo di Don Bosco, nato proprio con la promozione dei Salesiani intorno all’omonima basilica, inaugurata nel 1959. La piazza fu progettata da Gaetano Rapisardi, recuperando alcune indicazioni del piano regolatore del 1931. Quest’area, infatti, era già stata destinata durante gli anni ‘30 alla sua urbanizzazione, motivo per cui gli edifici della piazza sono palesemente caratterizzati da un’architettura tipica del ventennio fascista. La piazza di San Giovanni Bosco è dominata dalla chiesa omonima, opera anch’essa del Rapisardi, caratterizzata dalla sua mole e la grande cupola con sculture di angeli che sorreggono la croce. Il secondo edificio religioso importante è la chiesa di San Policarpo, situata ai limiti del parco degli Acquedotti, rappresentando l’architettura di riferimento del quartiere Appio Claudio. La costruzione, risalente al 1967 su progetto dell’Arch. Ing. Giuseppe Nicolosi, è caratterizzata da una forma alta e possente, un impianto centrale esagonale nel quale si nota la presenza di due strutture diverse: la prima, quella esterna perimetrale, caratterizzata da una muratura autoportante con blocchi in peperino alternati a ricorsi di mattoni; la seconda, quella interna, in cemento armato per sostenere la copertura. Con San Policarpo, Nicolosi riesce a racchiudere la sua idea di forma atemporale che a lungo aveva cercato. Questa forma, attraverso dei meccanismi geometrici, viene ripetuta a scale diverse per determinare una spazialità interna e una volumetria dal forte carattere iconico.

Visita a cura della Dott.ssa Viviana Belculfiné

APPUNTAMENTO   SABATO 12 SETTEMBRE ORE 9.45

PIAZZA  SAN GIOVANNI BOSCO – DAVANTI L’ENTRATA DELLA CHIESA DI DON BOSCO

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